picchiani barlacchi medagliaIl premio Medaglia Galileo Galilei è stato istituito nel 2018 dall’INFN in onore di Galileo Galilei (1564-1642), padre fondatore del metodo scientifico e della fisica moderna, in occasione della trasformazione del GGI in Centro Nazionale di Studi Avanzati dell’INFN, in partnership con l’Università di Firenze.  

La Medaglia Galileo viene assegnata ogni due anni, a partire dal 2019, da un apposito comitato di selezione internazionale nominato dall’INFN. La medaglia viene assegnata a uno o al massimo tre scienziati che nei 25 anni precedenti alla data del premio hanno conseguito rilevanti risultati nel campo della fisica teorica delle interazioni fondamentali tra particelle elementari, inclusa la gravità e i fenomeni nucleari.

Il premio Medaglia Galileo Galilei 2019 è stato assegnato al fisico Juan Martin Maldacena con la seguente motivazione: “Per le sue idee pionieristiche nella fisica teorica, e in particolare, per la scoperta della dualità tra gravità e teoria quantistica dei campi, con implicazioni di vasta portata”. (qui foto Maldacena) Nato a Buenos Aires nel 1968, Juan Martin Maldacena è una delle personalità più influenti della fisica teorica degli ultimi decenni. Le sue intuizioni hanno aperto nuove prospettive nell’ambito della teoria delle stringhe, della teoria dei campi e della gravità quantistica. Attualmente è membro dell’Institute for Advanced Study di Princeton (USA).

La medaglia  

La medaglia Galileo è stata realizzata da un famoso laboratorio fiorentino, Picchiani&Barlacchi, che ha una tradizione ultracentenaria di produzione di medaglie artistiche e commemorative, targhe e trofei .

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openaccesL'INFN promuove l’Open Access (accesso aperto) come definito dalla Dichiarazione di Berlino sull’accesso aperto alla letteratura scientifica (Berlin Declaration on Open Access to Knowledge in the Sciences and Humanities).

L’ Open Access è l’accesso libero e immediato ai risultati e ai dati della ricerca. Il principio alla base dell'Open Access è che i risultati delle ricerche finanziate con fondi pubblici devono essere pubblicamente disponibili.

Obiettivi:

L’Open Access risponde agli alti valori costituzionali di promozione dello sviluppo della cultura e della ricerca scientifica e tecnologica. In particolare mira a: potenziare la disseminazione su scala internazionale della ricerca scientifica; rendere accessibili i prodotti della ricerca a soggetti privi di accesso ai sistemi di distribuzione a pagamento; comprimere il tasso di duplicazione degli studi scientifici; rafforzare la ricerca interdisciplinare; il trasferimento della conoscenza alle imprese e la trasparenza verso la cittadinanza, rendere più efficiente l’uso di contributi scientifici a fini didattici; garantire la conservazione nel tempo della produzione scientifica.

L’INFN contrasta il plagio e si riserva di verificare con i mezzi più opportuni l’originalità delle opere inserite nei suoi archivi.

Le disposizioni sull’Open Access prevedono due livelli:

•            la ‘via verde’ (o ‘green road’), ovvero l’auto-archiviazione dei metadati di un contributo scientifico, accompagnata dal testo completo e dalla concessione gratuita, irrevocabile ed universale a tutti gli utilizzatori del diritto d’accesso;

•            la ‘via aurea’, ovvero la pubblicazione di contributi scientifici in sedi editoriali ad accesso aperto.

L’INFN si impegna nell’attuazione della ‘via verde’, allo scopo di disseminare i contributi scientifici dei propri ricercatori, rendendoli accessibili al di fuori dei circuiti editoriali commerciali, compatibilmente con il rispetto delle norme sui diritti di autore, consentendo altresì al proprio archivio istituzionale di entrare in rete con gli archivi istituzionali di tutte le altre università ed enti predisposti all’Open Access. Simultaneamente all’auto-archiviazione, darà avvio a una politica di promozione e sviluppo delle pubblicazioni ad accesso aperto, ovvero alla ‘via aurea’.

Riferimenti normativi

La politica del'INFN applica la Raccomandazione della Commissione UE del 17 luglio 2012 sull’accesso all’informazione scientifica e sulla sua conservazione (2012/417/UE) in GUCE L 194/39 del 21 luglio 2012 nella quale, tra l’altro, la Commissione UE chiede, per il tramite degli Stati membri, alle istituzioni di ricerca e accademiche di definire e attuare politiche per la diffusione delle pubblicazioni scientifiche e l’accesso aperto alle stesse nonché politiche per la conservazione a lungo termine delle pubblicazioni scientifiche; la presente politica tiene anche  conto di quanto dispone l’art. 4, comma 2 e 4, del DL n. 91/2013 convertito con modifiche in L. n. 112/2013.

L'INFN ha sottoscritto la Dichiarazione di Berlino (2009) e la Dichiarazione di Messina 2.0 (2014)

L'INFN è partner  e  coordinatore per l'Italia dello Sponsoring Consortium for Open Access Publishing in Particle Physics (SCOAP3) (scoap3.org), con la collaborazione della CRUI, degli enti di ricerca e le università partecipanti.

L'INFN ha sottoscritto con CNR, INGV e INAF l'accordo "Per la collaborazione sulle tematiche dell'Accesso Aperto e dell'interoperabilità tra sistemi informativi della R&S".

 Il gruppo di lavoro Open Access è formato da:

 Roberto Barbera (Open Access Repository)

 Stefano Bianco (Referente OA e rappresentante nazionale SCOAP3)

 Marcello Maggi (Open Access e Data Preservation)

 Dario Menasce (Open Access Data)

 Laura Patrizii (Open Access in Science Europe)

 info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

pubblico

Il Comitato Garante del Codice Etico è istituito ai sensi dell’art. 10 del Codice Etico di INFN che delinea i principi, di rilevanza costituzionale, ai quali INFN ispira il proprio ordinamento e informa la propria azione (dignità e promozione della persona; equità e giustizia; eguaglianza; valorizzazione delle differenze; libertà nell’ambito dell’attività di ricerca scientifica e di formazione; orientamento delle attività di ricerca al bene dell’umanità e all’ampliamento delle frontiere della conoscenza scientifica; valorizzazione del merito; trasparenza ; rispetto e tutela dell’ambiente, della salubrità e della sicurezza dei luoghi di lavoro e di vita; buona amministrazione; promozione del dialogo con le istituzioni; libertà di espressione e di critica) e disciplina le regole di condotta a cui il personale dell’Istituto, sia esso dipendente che associato, è tenuto a conformarsi nello svolgimento della propria attività lavorativa.
Il Comitato Garante del Codice Etico è un Organo collegiale preposto a svolgere compiti di informazione, divulgazione, analisi, indagine e verifica in relazione alle regole di condotta disciplinate dal Codice Etico e inerenti l’abuso di potere (art. 3), gli abusi, le molestie sessuali e altre condotte lesive (art. 4), la trasparenza, l’ integrità e l’imparzialità (art. 5), il nepotismo e il favoritismo (art. 6), il conflitto di interessi (art. 7) la libertà di ricerca (art. 8) la tutela della proprietà intellettuale e la valorizzazione dei prodotti della ricerca (art. 9).
Il Comitato Garante del Codice Etico collabora e interagisce, per quanto di rispettiva competenza, con il Comitato Unico di Garanzia e con la Consigliera di Fiducia.

L’attuale Comitato Garante del Codice Etico è stato costituito con disposizione n. 18717/2017 ed è composto da:

- Chiara Federici (Presidentessa del Comitato), Consigliera di Fiducia

- Maria Rosaria Masullo (Vicepresidentessa del Comitato), Rappresentante del Comitato Unico di Garanzia (CUG)

- Antonio Passeri, Rappresentante dei Ricercatori in Consiglio Direttivo

- Roberto Gomezel, Rappresentante dei Tecnologi e del personale Tecnico-Amministrativo in Consiglio Direttivo

- Luca Gennaro Foggetta, Rappresentante del personale della ricerca diverso dai ricercatori e tecnologi dipendenti titolare di contratto a tempo determinato

 

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