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Oggi Lucia Votano, direttore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) riceverà il premio Guido Dorso, promosso dall'omonima associazione presieduta da Nicola Squitieri e patrocinato dal Senato della Repubblica e dall'Università degli Studi di Napoli Federico II.

Il premio cade al termine della seconda e ultima giornata del meeting che ha radunato ai Laboratori del Gran Sasso 300 fisici dell'INFN da tutta Italia per la presentazione del Piano Triennale dell'Istituto.

Il premio. Lucia Votano ha vinto il premio Guido Dorso, giunto alla 31° edizione, assieme a Gianni Pittella, vicepresidente vicario del Parlamento Europeo; Vincenzo Scotti, sottosegretario al Ministero degli Affari Esteri; Guido Trombetti, già rettore dell'Università di Napoli Federico II; Roberto Di Lauro, direttore Stazione Zoologica "A. Dohrn" di Napoli; Mario Orfeo, direttore TG2-Rai; Mohamed Sakhr Materi, presidente casa editrice "Dar Assabah" di Tunisi, Mike Rienzi, presidente Gruppo Rienzi di New York. La giuria ha ritenuto i premiati meritevoli per aver "contribuito con la loro attività a sostenere le esigenze di sviluppo e di progresso del Sud".

Il meeting. Roberto Petronzio, Presidente dell'INFN, aprendo ieri l'incontro, ha ricordato che la scelta dei Laboratori del Gran Sasso come sede per il Piano Triennale ribadisce la presenza dell'INFN e l'eccellenza dell'infrastruttura a dispetto delle difficoltà naturali. "A 30 anni dai suoi primi risultati di fisica - ha detto Petronzio - il Gran Sasso è ancora la più grande infrastruttura per la fisica astroparticellare sotterranea del mondo". E proprio qui l'INFN ha ottenuto quest'anno i più importanti risultati di nuova fisica: dal primo neutrino tau alla registrazione dei geoneutrini (un risultato - ha detto Petronzio - tutto sommato inatteso). E poi ancora i primi candidati alla materia oscura (esperimento DAMA), risultati - ha detto Petronzio - da interpretare e intrecciare con quanto si vedrà negli esperimenti che LHC si appresta a fare.
Il Presidente dell'INFN ha ricordato inoltre che proprio sulla macchina di Ginevra, l'acceleratore LHC, si può già contare sull'estrema efficienza degli esperimenti, che per ora avvengono a una luminosità limitata ma in crescita. Un'efficienza che permette l'analisi dei dati nel giro di poche settimane. Infine, un punto di orgoglio per la ricerca del nostro Paese: tutti e quattro gli esperimenti più grandi di LHC sono oggi guidati da fisici italiani. 

 


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