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Istituto Nazionale di Fisica Nucleare
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Istituto Nazionale di Fisica Nucleare

Sorgerà a Dallas, in Texas, e sarà uno dei primi centri statunitensi per la cura del cancro con adroterapia e verrà costruito con il contributo scientifico dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare che oggi ha firmato un accordo con il policlinico dell’Università del Texas (University of Texas Southwestern Medical centre - UTSW). Il documento è stato sottoscritto da Fernando Ferroni, presidente dell’INFN e Hak Choy, responsabile della Direzione di radio-oncologia dell’UTSW, a margine del congresso internazionale sulla terapia con ioni pesanti in corso a Milano (International Symposioum on Ion Therapy-ISIT).

Il centro di Dallas sarà un esempio di cooperazione scientifica internazionale per l’applicazione di una tecnologia nata dalla fisica di base e rivelatasi cruciale in medicina: gli acceleratori di particelle. Ad oggi, nel mondo, ci sono in totale 10 acceleratori impiegati nel trattamento dei tumori con adroterapia con ioni pesanti: 5 in Giappone, 2 in Cina e 3 in Europa, di cui uno è il Cnao di Pavia.

accordo usaitaIl CNAO sta lavorando da mesi in stretta collaborazione con l’Università del Texas, per fornire assistenza al coordinamento delle attività durante tutta la fase di realizzazione del centro, in particolare in merito al calcolo delle schermature di radioprotezione e all’ottimizzazione dell’alta tecnologia. Inoltre l’università di Dallas svolgerà presso il CNAO attività di ricerca in radiobiologia e verranno svolti test con fasci di ioni carbonio nell’attesa che il centro statunitense sia operativo.

Nel dettaglio l’accordo di collaborazione siglato con INFN prevede lo sviluppo di studi, analisi e attività di training nell’ambito della terapia con ioni pesanti, attività strutturali per l’operatività del futuro centro in Texas. L’accordo nasce dall’esperienza e dalle competenze maturate nell’ultimo decennio dall’INFN con collaborazioni interdisciplinari che hanno portato alla nascita del progetto CATANA, ai Laboratori Nazionali del Sud, per la cura del melanoma oculare attivo dal 2002, alla progettazione e realizzazione del sincrotrone fulcro dell'attività della Fondazione CNAO di Pavia e alla recente realizzazione del nuovo centro di protonterapia di Trento che ha visto la collaborazione del TIFPA dell’INFN.

"Comincia ormai a essere noto come la ricerca di base sia spesso in grado di produrre ricadute con un rilevante impatto sulla nostra vita quotidiana, grazie alle proprie capacità derivanti dall'esperienza e dalle tecnologie mutuate dai grandi esperimenti, che conduce per dare risposta alle domande fondamentali che la natura ci pone", commenta Fernando Ferroni, presidente dell'INFN.

"L'adroterapia oncologica rappresenta uno dei migliori esempi di come la scienza fondamentale sia in questo senso a disposizione della società. Come INFN siamo quindi molto soddisfatti di questo accordo, che ci offre l'opportunità di contribuire con la nostra esperienza alla formazione di nuovi professionisti del settore e alla realizzazione di un nuovo importante centro di adroterapia negli Stati Uniti", conclude Ferroni.

“La capacità imprenditoriale e creativa del CNAO, che si avvale di una rete di collaborazioni nazionali e internazionali, pone il Centro in una posizione di avanguardia mondiale nel settore della radioterapia di precisione tanto da farlo diventare riferimento per la costruzione di progetti gemelli all’estero. Il primo esempio in tal senso è rappresentato dal centro austriaco MedAustron che ha acquistato i progetti CNAO per la costruzione di un centro vicino a Vienna” spiega Erminio Borloni, Presidente del CNAO.

“L’adroterapia si sta dimostrando una scelta terapeutica efficace e con ottimi risultati, soprattutto nel caso di tumori su cui non si può intervenire chirurgicamente o difficilmente trattabili con altre tecniche”, commenta Marco Durante, direttore del Tifpa e uno dei massimi esperti di adroterapia. “In particolare, i protoni rappresentano un miglioramento tecnologico, ma gli ioni carbonio possono essere una svolta per il trattamento dei tumori radioresistenti” conclude Durante.