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Istituto Nazionale di Fisica Nucleare
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Istituto Nazionale di Fisica Nucleare

palazzo lante 2016È entrato in vigore il 1 settembre il nuovo Statuto dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, una vera e propria “carta costituzionale” dell’Ente, che stabilisce i fondamenti generali del suo assetto istituzionale e organizzativo e del suo funzionamento. L’emanazione di un nuovo Statuto risponde a una specifica disposizione del decreto legislativo 218/2016 (cosiddetto “decreto Madia” sulla semplificazione delle attività degli Enti Pubblici di Ricerca), in cui si riconosce ampia autonomia statutaria e regolamentare a tutti gli EPR, nel quadro di alcuni principi generali a cui attenersi. “Nel caso dell’INFN, si tratta però di un aggiornamento nell’ambito di una sostanziale continuità” Commenta Fernando Ferroni, presidente dell’Infn. “Già il precedente ordinamento statutario dell’INFN era largamente ispirato ai principi generali di cui adesso il decreto Madia sottolinea l’importanza. Di conseguenza molte delle innovazioni introdotte nel nuovo Statuto (a parte gli ovvi aggiornamenti dei riferimenti alla legislazione vigente), vanno in definitiva a rafforzare i capisaldi dell’assetto istituzionale dell’Ente, con una forte partecipazione della comunità scientifica a tutti i livelli di programmazione e indirizzo” conclude Ferroni. In questo ambito, un aspetto importante, che riflette quanto più volte esplicitamente sancito nel decreto Madia, riguarda la sostanziale parità dell’importanza del ruolo dei ricercatori e dei tecnologi nella vita dell’Ente: nel nuovo Statuto sono state eliminate tutte le differenze nella possibilità di accesso alle cariche direttive delle due figure professionali, fino al massimo livello. Conseguentemente è stata adeguata la rappresentanza del personale nel consiglio direttivo. Sempre in riferimento alla centralità della figura di ricercatori e tecnologi negli EPR, sono stati ampliati i riferimenti alla carta europea dei ricercatori. Infine, per ribadire la fortissima sinergia fra l’INFN e le Università, è stato ancor più esplicitamente sottolineato l’impegno a promuovere una sempre maggiore integrazione col personale docente delle Università, già presente nello Statuto precedente. Un’altra novità, più “tecnica” ma molto importante, concerne le prescrizioni generali relative al bilancio dell’Ente; l’Art. 6 del vecchio Statuto è stato ridisegnato sostanzialmente, per tenere conto della necessità del passaggio al sistema economico-patrimoniale per la contabilità degli EPR, in corso di definizione da parte del Governo. Altre differenze rispetto allo Statuto precedente riguardano la durata dei mandati di alcune cariche istituzionali, quelle specifiche del solo ordinamento dell’INFN. Nella convinzione che una maggiore rotazione delle responsabilità scientifiche, pur entro limiti che garantiscano in ogni caso una buona continuità di indirizzo, possa giovare alla vitalità dell’Ente, il nuovo Statuto porta da quattro a tre anni la durata dei mandati dei componenti del Comitato di Valutazione Internazionale, dei presidenti e dei componenti delle cinque Commissioni Scientifiche Nazionali, e dei rappresentanti del personale nei consigli di struttura. Rimane invece invariata a 4 anni la durata dei mandati del Presidente, della Giunta, dei componenti del Consiglio Tecnico-Scientifico, dei componenti del Consiglio Direttivo e assimilabili, in quanto tale durata è esplicitamente prevista dal D.Lgsl. 213/2009 (“legge Gelmini” sul riordino degli EPR).