I colori del bosone di Higgs

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Il Museo Archeologico di Napoli ospita la quinta e ultima tappa di Art & Science Across Italy, progetto di alternanza scuola-lavoro organizzato dall’INFN, dal CERN e dal network Europeo CREATIONS, che ha coinvolto oltre 100 classi e circa 3000 studenti in tutta Italia. Al Mann dal 14 al 26 marzo saranno esposte 172 composizioni artistiche realizzate dagli studenti di 16 licei di Napoli che sono sfidati in una competizione artistica ispirata alla fisica delle particelle. Le 10 migliori accederanno alla finale nazionale, in programma dal 5 al 24 aprile sempre al MANN di Napoli, in cui una giuria internazionale selezionerà 24 studenti vincitori che avranno la possibilità di partecipare ad un master estivo al CERN sul tema arte e scienza e le cui opere saranno esposte all’interno della mostra itinerante “I colori del Bosone di Higgs”.

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Prossimi appuntamenti con Art & Science Across Italy 5 aprile-inaugurazione mostra “I colori del bosone di Higgs.Percorsi tra arte e scienza”

6 aprile ore 15.00, Teatro Diana: cerimonia di premiazione degli studenti vincitori

6 aprile ore 17.00, Teatro Diana: conferenza spettacolo “DI ARTE E DI SCIENZA. L’universo tra creatività e conoscenza” (ingresso gratuito a esaurimento posti).

 

Le tappe + MILANO + VENEZIA + PADOVA + FIRENZA + NAPOLI 


Parte da Milano “Art & Science across Italy”

Apre al pubblico martedì 11 aprile al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano la mostra “I colori del Bosone di Higgs”, con le opere prodotte dagli studenti delle scuole superiori di Milano coinvolti nel progetto di alternanza scuola-lavoro “Art & Science across Italy” del network CREATIONS di Horizon2020 organizzato dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e dal CERN di Ginevra. Una trentina di opere esposte grazie alla collaborazione con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia insieme a una quindicina di opere della collezione artistica del CERN denominata art@CMS e ispirata alla ricerca che si svolge in questo grande laboratorio di fisica delle particelle. Art & Science Across Italy, è un progetto di alternanza scuola-lavoro, rivolto agli studenti del terzo e quarto anno dei Licei classici, artistici e scientifici, organizzato in tre fasi: un primo momento di formazione con seminari e incontri tra studenti e ricercatori presso le scuole, i laboratori dell’INFN e dell’Università, e visite guidate dei Musei cittadini di scienza e d'arte; una seconda fase durante la quale gruppi di tre studenti progettano e realizzano una composizione artistica su uno dei temi scientifici affrontati, con il supporto dei ricercatori dell'INFN, dell'Università e dell'Accademia delle Belle Arti; e il momento conclusivo in cui gli studenti organizzano una vera e propria mostra delle loro opere, assieme alla collezione artistica del CERN art@CMS.

“Le nostre istituzioni, Università ed Enti di Ricerca, hanno un ruolo chiave nella formazione delle future generazioni di ricercatori, ma anche di artisti o professionisti in qualsiasi altro ambito”, commenta Fernando Ferroni, presidente dell'INFN. “Siamo anche consapevoli di quanto sia importante raggiungere i giovani già a scuola e crediamo che questi progetti siano degli strumenti efficaci, perché hanno la capacità di favorire lo sviluppo della curiosità, della creatività, e di appassionare e coinvolgere: siamo quindi felici di farci promotori di queste iniziative e poter dare il nostro contributo alla formazione dei nostri giovani, fin dalla scuola”, conclude Ferroni.

“Quando proponemmo questo progetto all’INFN, al network CREATIONS e al CERN – racconta Pierluigi Paolucci, responsabile nazionale del progetto – pensammo, ottimisticamente, di raggiungere un massimo di settecento studenti, ma dopo i primi seminari a Milano, osservando lo sguardo affascinato, entusiasta e divertito dei tantissimi studenti accorsi, capimmo di aver trovato il modo giusto per avvicinare i ragazzi al mondo della scienza e della creatività”. “Siamo arrivati oggi a circa 3000 studenti e le tante domande, la sfrenata curiosità dimostrata durante le visite ai laboratori e ai musei, e le prime composizioni artistiche realizzate nei licei milanesi confermano la validità della divulgazione scientifica fatta in modo tale che i ragazzi siano parte attiva della loro formazione”, conclude Paolucci.

Il progetto conta la partecipazione di 105 classi per un totale di 2750 studenti. Dopo la tappa milanese, proseguirà il suo viaggio attraverso l’Italia, toccando le città di Firenze, Padova e Venezia. Art & Science Across Italy si concluderà a Napoli ad aprile 2018 con una cerimonia di premiazione dei vincitori e l'allestimento di una mostra, dove saranno esposte tutte le composizioni artistiche realizzate. Le migliori 8 composizioni saranno selezionate da una giuria internazionale, e i rispettivi 24 vincitori riceveranno una borsa di studio per partecipare a un master al CERN di Ginevra nell'estate 2018.

Mostra "GRAVITY. IMMAGINARE L'UNIVERSO DOPO EINSTEIN"

maxxi gravity 2017Il Pensiero creativo di artisti e scienziati alla prova dei grandi interrogativi posti dal Cosmo

Una mostra di MAXXI, Agenzia Spaziale Italiana e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare

2 dicembre 2017- 29 aprile 2018

www.maxxi.art | www.asi.it | www.infn.it

Ha viaggiato nello spazio per vent’anni, attraversando fasce di asteroidi, passando accanto a Venere e Giove, sorvolando i mari di metano liquido di Titano e una “tempesta esagonale” su Saturno e, prima di distruggersi nell’atmosfera del pianeta, si è “tuffata” 22 volte nei suoi anelli.

Il modello della Sonda Cassini, con tutta la potenza evocativa del suo viaggio spaziale, è sospeso nella hall del MAXXI insieme ad Aeroke, l’installazione di Tomás Saraceno composta da due palloni aerostatici specchianti che captano i suoni impercettibili dispersi nell’atmosfera, e accoglie i visitatori di Gravity. Immaginare l’Universo dopo Einstein. La mostra, a cura di Luigia Lonardelli (MAXXI), Vincenzo Napolano (INFN) e Andrea Zanini (ASI) con la consulenza scientifica di Giovanni Amelino-Camelia, sarà al MAXXI dal 2 dicembre 2017 fino al 29 aprile 2018.

Il progetto, fortemente voluto da Giovanna Melandri, Presidente Fondazione MAXXI, è il risultato di una inedita collaborazione del museo con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI, presieduta da Roberto Battiston) e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN, presieduto da Fernando Ferroni), con il sostegno del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca - Dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca. Il main partner è Enel, primo socio privato della Fondazione MAXXI, che ha scelto di sostenere proprio questa mostra per il suo alto valore culturale e di ricerca, offrendo l’ingresso gratuito a un ricco programma di incontri con scienziati, filosofi, artisti. Leonardo sostiene le attività educative legate all’esposizione.

Gravity indaga le connessioni e le analogie tra arte e scienza, dimostrando la profonda influenza dello scienziato tedesco sul pensiero contemporaneo.

LA RIVOLUZIONE DI EINSTEIN

Sul finire del 1915 la visione dell’universo viene clamorosamente scardinata dalla teoria della Relatività Generale di Einstein. Da allora, i concetti di spazio e tempo non sono più assoluti ma relativi e dipendenti da chi li osserva. Prende forma lo spaziotempo, dove l’universo non è costituito da tre, bensì da quattro dimensioni: tre spaziali e una temporale, inscindibili tra loro. Solo la velocità della luce è grandezza assoluta e limite insuperabile. In questo universo si propagano le onde gravitazionali, “vibrazioni” prodotte dalle masse in movimento che deformano lo spaziotempo. La scoperta delle onde gravitazionali, a un secolo dalla previsione di Einstein, è stata premiata lo scorso ottobre con il Nobel per la Fisica 2017.

Quello della Relatività è un contesto teorico rivoluzionario con cui l’uomo necessariamente si confronta. Si sono così aperti immaginari culturali e artistici inediti, attraverso i quali Gravity accompagna oggi il suo pubblico.

LA MOSTRA

Installazioni scientifiche, reperti storici e simulazioni di esperimenti, come il Cannocchiale di Galileo e lo Specchio di Virgo (l’interferometro laser che capta le onde gravitazionali), dialogano con opere di artisti moderni e contemporanei: da Marcel Duchamp ad Allora & Calzadilla, Peter Fischli e David Weiss, Laurent Grasso, Tomás Saraceno, in questa occasione nella duplice veste di curatorial advisor e autore, in un percorso immersivo che dà la possibilità al pubblico di avvicinarsi alle innovazioni della fisica moderna.

La grande e complessa installazione Cosmic Concert di Tomás Saraceno, dove suoni, vibrazioni e segnali visivi interagiscono tra loro e con i movimenti dei visitatori, ingloba l’intero percorso espositivo che esplora tre concetti chiave strettamente connessi tra loro: Spaziotempo, Confini, Crisi.

Cosmic Concert è una costellazione di opere che cerca di rendere tangibile e dare forma concreta all’invisibile struttura di relazioni di cui è fatto l’universo. All’interno di uno spazio debolmente illuminato, insieme a opere che ripercorrono la storia delle visioni cosmiche dall’antichità ad oggi, i lavori di Saraceno danno vita a un’inedita sinfonia, un viaggio sonoro e visivo attraverso cui possiamo intuire le interconnessioni esistenti tra l’universo, il genere umano, tutti gli esseri viventi e la materia che ci circonda. Echoes of the Arachnid Orchestra with Cosmic Dust, attraverso tecnologie audio e video, rende visibili le interazioni del pubblico con la polvere cosmica in cui siamo costantemente immersi, mentre al centro dell’opera, un ragno, la Nephila Senegalensis, tesse la sua tela amplificato da microfoni capaci di captarne il lavorio. Social Supernova Catcher, realizzato con un modello di interferometro modificato dall’artista, rende visibili le vibrazioni del ragno sulla tela e dei visitatori nella sala.

KM3NeT, realizzata in collaborazione con l’INFN, rivela i suoni filtrati dagli abissi, captati dal telescopio sottomarino Km3 collocato a 3500 metri di profondità al largo di Capo Passero, in Siciliamentre il video 163.000 Light Years ci restituisce l’immagine della Grande Nube di Magellano, la galassia distante dalla Terra 163.000 anni luce e teatro di violenti fenomeni avvenuti milioni di anni fa, filmata nel Salar de Uyuni (Bolivia), il più grande deserto di sale della Terra.

Allestita nel cuore della mostra, dedicato al tema dello Spaziotempo, Cosmic Concert accoglie anche reperti storici come una Sfera Armillare del XVII secolo che serviva a studiare le traiettorie dei pianeti o l’edizione del 1632 del Dialogo sopra i due massimi sistemi di Galileo, e strumenti scientifici come il satellite Lisa Pathfinder, di cui è proposto un modello, e la Barra di Nautilus, entrambi utilizzati nella ricerca sulle onde gravitazionali.

In questa stessa sezione anche l’opera di Marcel Duchamp 3 Stoppages étalon in cui l’artista immagina una sua personale unità di misura, riflessione sui parametri con cui l’uomo pretende di conoscere lo spazio e il tempo e dimostrazione di come il pensiero di Einstein abbia da subito influenzato anche l’arte. Esposto anche il video The Way Things Go di Peter Fischli e David Weiss in cui oggetti di ogni genere, privati della loro originaria destinazione d’uso, diventano protagonisti di un’imprevedibile reazione a catena apparentemente casuale.

I tanti strumenti utilizzati dall’uomo per comprendere la realtà sono diventati nel corso dei secoli sempre più potenti e precisi, consentendo di allargare il campo della nostra osservazione e gli orizzonti della nostra conoscenza. Nella sezione Confini viene descritta l’esperienza del limite della conoscenza.

Il suono fossile del Big Bang, eco remota che permea ancora oggi l’universo, è protagonista dell’opera di Laurent Grasso The Horn Perspective: una ricostruzione dello scheletro del radiotelescopio di Penzias e Wilson che quel suono captò all’inizio degli Anni Sessanta, per puro caso.

Questo lavoro costituisce una riflessione su un mondo e un universo impossibili da captare con i nostri soli sensi, e viene esposto insieme al modello del rivelatore AMS (Alpha Magnetic Spectrometer), attualmente in attività a bordo della Stazione Spaziale Internazionale alla ricerca, nei raggi cosmici, di particelle di antimateria primordiale e di possibili tracce di materia oscura. Quest'ultima è una forma di materia di cui non conosciamo la natura, ma sappiamo che pervade il cosmo perché vediamo gli effetti gravitazionali che esercita sull’aggregarsi di stelle e galassie. Il visitatore potrà immergersi in un’installazione interattiva nella quale immaginare di poter decidere arbitrariamente la presenza e la quantità nel cosmo di questa materia ancora misteriosa, determinando così l’evoluzione delle galassie.

Il percorso si completa con l’area dedicata alla Crisi, una delle parole più utilizzate nella nostra quotidianità e che, nel campo della conoscenza, ha un valore positivo: solo attraverso la crisi e la messa in discussione delle proprie certezze, infatti, è possibile un cambio di modello e quindi un’evoluzione.

Accanto alla Buca gravitazionale, un exhibit con cui sperimentare le dinamiche gravitazionali, troviamo la video installazione interattiva Curvare lo spazio, in cui il visitatore “entra” nello spaziotempo e, con la sua massa, ne determina la deformazione. Questa ambientazione immersiva ricostruisce due fatti decisivi per la verifica sperimentale della Relatività einsteiniana: l’osservazione, nel corso dell’eclissi solare del 1919, della deflessione gravitazionale della luce e la scoperta, nel 2015, un secolo dopo la loro previsione teorica, delle onde gravitazionali.

Infine, l’installazione video The Great Silence di Allora & Calzadilla, realizzata dagli artisti in collaborazione con lo scrittore di fantascienza Ted Chiang, costituisce una riflessione sul rapporto degli esseri umani con il mondo e con l’universo. Protagonisti il radiotelescopio di Arecibo, uno dei più potenti al mondo, e un pappagallo dalle spiccate capacità di apprendimento, entrambi simboli del tentativo dell’uomo di comunicare con altre specie viventi.

GRAVITY. OLTRE LA MOSTRA: PROGRAMMA DI APPROFONDIMENTO

GRAVITY cerca di svelare le profondità sottese all’universo conosciuto, ma anche i meccanismi che legano insieme tutti gli uomini nella ricerca della conoscenza, in un processo collettivo nel quale artisti, scienziati, filosofi hanno un ruolo ugualmente significante. Per questo la mostra è accompagnata da un ricco programma, intitolato GRAVITY. OLTRE LA MOSTRA a cura di Vittorio Bo e Irene De Vico Fallani, che ne approfondisce i temi. Si comincia con l’incontro con Tomás Saraceno e Giovanni Amelino-Camelia, sabato 2 dicembre alle 11.30, primo di una serie di appuntamenti con scienziati, filosofi, artisti, offerti con ingresso libero grazie a Enel. Protagonisti: Fabiola Gianotti, Direttore Generale CERN, con Fernando Ferroni, Presidente INFN (8 febbraio 2018); gli artisti Allora & Calzadilla con il filosofo evoluzionista Telmo Pievani (14 febbraio); il neurobiologo di fama internazionale Harald Atmanspacher con il filosofo Roberto Casati (16 febbraio); il filosofo Massimo Cacciari con il fisico e matematico Mario Rasetti (9 marzo), Mons. Gianfranco Ravasi con il Presidente dell’ASI Roberto Battiston (22 marzo 2018), l’artista Laurent Grasso con il neurobiologo britannico Semir Zeki (27 aprile). Special guest: Samantha Cristoforetti (10 aprile).

Il programma prevede inoltre una maratona di documentari in collaborazione con National Geographic (dal 20 gennaio 2018); la rassegna cinematografica Spazio Tempo Cinema: Christopher Nolan e la relatività ristretta di un film, in collaborazione con la Fondazione Cinema per Roma (da fine gennaio 2018); un evento speciale a base di invenzioni culinarie per parlare di fisica e universo con Fernando Ferroni, la chef stellata Cristina Bowerman e Neri Marcorè (27 marzo); i reading teatrali Dear Albert, di Alan Alda,basato sulle lettere scritte dallo stesso Einstein, con Pino Calabrese, Serena Dandini e Pippo Delbono, musica dal vivo Teho Teardo, regia di Mario Sesti (6 aprile) e quello di Sonia Bergamasco tratto dal testo di Vasilij Grossman La cagnetta.

ATTIVITA’ EDUCATIVE

Performance sonore ispirate al cosmo, storie ambientate in universi alternativi, visite-esplorazione e workshop. L’Ufficio Educazione, con la consulenza scientifica di Luigi Civalleri e in collaborazione con l'impresa sociale Psiquadro, propone un ricco programma di attività per le scuole, le famiglie, gli adulti, che potranno scoprire e sperimentare le onde gravitazionali, lo spaziotempo, la grande bellezza del cosmo.

Per tutto il mese di gennaio 2018, 30 laboratori per le scuole saranno offerti gratuitamente grazie a Leonardo, azienda leader nel settore dell’alta tecnologia, che sosterrà le attività educative di Gravity (prenotazione obbligatoria scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

Lo spazio EduLab 1 nella hall, inoltre, sarà animato da illustrazioni ispirate ai temi della mostra e accoglierà i laboratori per famiglie durante i quali adulti e bambini prenderanno parte alla costruzione di una struttura reticolareche evoca la trama dello spaziotempo e la tela di ragno dell’installazione di Tomás Saraceno.

L’Ufficio Public Engagement, inoltre, in collaborazione con l’Istituto Statale per Sordi, organizzerà visite guidate in lingua dei segni (LIS), per persone sorde e udenti, insieme.

Da non dimenticare, a dicembre, gli ultimi 4 laboratori per famiglie del progetto MAXXI for Kids, offerti da BNL Gruppo BNP-Paribas e MINI–Gruppo BMW.

CATALOGO

La mostra è accompagnata da un catalogo a cura di Luigia Lonardelli, Vincenzo Napolano e Andrea Zanini, edito da Corraini. Oltre al saggio di Giovanni Amelino Camelia, Luigia Lonardelli, Vincenzo Napolano e Andrea Zanini e a un testo di Walter Bejamin, il volume raccoglie scritti di esperti di varie discipline,tra cui antropologi, artisti, biologi, fisici, cartografi, filosofi, religiosi e storici dell’arte, chiamati a rispondere, dal loro personale punto di vista, alla domanda: cosa può rappresentare oggi l’universo e quali sono le sono le nostre relazioni con la scienza?

Testi di Alberto Abruzzese, Allora & Calzadilla, Simona Argentieri, Vincenzo Barone, Massimo Campanini, Laura Canali, Marina d’Amato, Ernesto di Mauro, Gabriela Gonzàlez, Laurent Grasso, Hou Hanru, Stefan Helmreich, Pietro Montani, Gabriele Piana, Gianfranco Ravasi, Fulvio Ricci, Tomàs Saraceno, Emanuele Trevi, Riccardo Venturi, McKenzie Wark, Peter Weibel.

La cartella stampa e le immagini della mostra sono scaricabili nell’Area Riservata del sito della Fondazione MAXXI all’indirizzo www.maxxi.art/area-stampa/ inserendo la password areariservatamaxxi

MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo

www.maxxi.art - info: 06.320.19.54; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

orario di apertura: 11.00 – 19.00 (mart, merc, giov, ven, dom) |11.00 – 22.00 (sabato) | chiuso il lunedì,

 

Uomo virtuale - la fisica esplora il corpo

uomo virtuale

 Palazzo Blu, Pisa, 22 marzo - 2 luglio 2017

”Uomo Virtuale. La fisica esplora il corpo” è una grande mostra che unisce fisica, medicina e tecnologia, curata dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), promossa da Fondazione Palazzo Blu, e realizzata in collaborazione con Assobiomedica, Dipartimento di Fisica dell’Università di Pisa, Associazione “La Nuova Limonaia”, CNR Area della Ricerca di Pisa e Istituto Nazionale di Ottica, Scuola Normale Superiore, Scuola Superiore S. Anna, IRCSS Stella Maris.

 

 

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IN BREVE

La mostra è dedicata all’esplorazione del corpo umano e alle tecnologie che, nate dalla ricerca in fisica fondamentale, ci hanno permesso di scrutare con occhi virtuali il nostro corpo, cambiando per sempre la medicina e diventando indispensabili per la cura, la terapia e la diagnosi. L’allestimento, scandito in sette tappe per una superficie complessiva di 800 mq su due piani, integra strumenti antichi, touchscreen, exhibit interattivi, video di approfondimento, infografiche, visori 3D, videoproiezioni artistiche e suggestive installazioni multimediali che animano un percorso immersivo, realizzato in collaborazione esperti di interaction design e video-arte. La mostra copre una superficie complessiva di 800 mq ed è organizzata in sette tappe: Segnali fisici, Guardare attraverso, Le immagini del corpo, Luce e particelle per curare, Capire il cervello, Diventare bionici, Dalle cellule alle persone. Attraverso queste aree tematiche, si snoda un percorso che, partendo dall’antichità, narra una storia, lunga secoli e scandita dalle scoperte e dalle invenzioni che hanno segnato il progresso in medicina.

IL RACCONTO SCIENTIFICO

Gli antichi greci furono i primi a guardare al corpo umano come a un fenomeno naturale, da studiare, misurare e indagare proprio come il resto della natura. E sfruttarono queste conoscenze per identificare e descrivere le malattie e, se possibile, per curarle. Agli albori della scienza moderna Galileo sviluppò quella stessa idea: inventò uno strumento in grado di misurare con più precisione il battito cardiaco e costruì microscopi per scoprire minuscoli dettagli del mondo vivente. Solo alla fine dell’Ottocento, però, la scoperta dei raggi X e della radioattività ci permisero di guardare attraverso il corpo: era finalmente possibile osservare la struttura ossea e gli organi interni, senza operazioni invasive sui tessuti vivi. Cominciarono in quel momento due storie straordinarie, che si sono poi intrecciate in modo indissolubile: quella delle ricerche dei fisici sui costituenti elementari della materia, l’origine e l’evoluzione dell’universo e quella degli strumenti e delle tecniche inventati per osservare l’interno del corpo umano, la “fisica medica”. Una storia scandita dall’invenzione di tecnologie innovative sempre più sofisticate e precise: la tomografia computerizzata, la risonanza magnetica e la PET che ci hanno permesso di scrutare con occhi virtuali l’essere umano fotografandolo in immagini digitali che hanno cambiato per sempre la medicina. Ma non solo: dall’imaging si passa all’adroterapia, dai big data alle neuroscienze, dalla bionica allo studio dell’affascinante complessità del nostro cervello. La mostra racconta una storia che ci conduce ai giorni nostri, con un passo nel presente e l’altro nel futuro dove ricerca di frontiera e biomedicina si incontrano per la costruzione dell’uomo virtuale.

 

q4•Prima Tappa - SEGNALI FISICI La prima tappa è una breve introduzione storica all’evoluzione della medicina: da Ippocrate alla medicina medioevale, dalla medicina sperimentale del rinascimento, con le prime applicazioni del metodo scientifico di Galileo, ai primi del Novecento con i primi strumenti di misura dei segnali fisiologici e fisiopatologici del corpo umano a cui la fisica ha dato un contributo fondamentale. La narrazione è affidata a un videowall parlante arricchito da teche con reperti autentici e riproduzioni degli strumenti usati dall’antichità fino alla prima metà dell’Ottocento (Papiro di Erbes, strumenti chirurgici etruschi, pulsilogim e microscopio di Galileo, stetoscopi e sfigmomanometri, elettrocardiografi).

q2Seconda Tappa – GUARDARE ATTRAVERSO Alla fine dell’Ottocento la scoperta dei raggi X e della radioattività segnano un passaggio decisivo e rivoluzionario. Dalla fisica arriva la chiave per guardare dentro il corpo attraversandolo; inizia qui la strada che fisica e medicina cominceranno a percorrere insieme e che attraversa tutto il Novecento. In questa sezione sono esposti oggetti provenienti dal Museo Curie di Parigi, come la camera di Wilson originale usata dai Curie per le misure di radioattività o i contenitori utilizzati per la radioterapia per contatto. Alle pareti sono affissi manifesti pubblicitari d’epoca di prodotti e cure a base di radio. Sfondo virtuale della tappa è una proiezione artistica di immagini radiografiche di elementi naturali.

Terza Tappa – LE IMMAGINI DEL CORPO Attraversando un bosco di luci si arriva alla terza tappa che presenta le principali tecnologie dell’imaging medico, con le grandi conquiste della medicina degli ultimi 50 anni come la Tomografia Computerizzata (TC), la Tomografia a emissione di positroni (PET), l’ecografia e la Risonanza Magnetica (RM). Il racconto di queste importantissime tecnologie è catalizzato da tre installazioni che propongono al visitatore un’esperienza interattiva e immersiva, realizzate in collaborazione con esperti di video arte e interaction design. Videoinstallazione “Fare la tac con la luce”: una stampa 3D di un torace umano con diversi gradi di trasparenza e opacità dei tessuti ruoterà davanti a una sorgente luminosa, stabilendo un’analogia con il funzionamento della TC.

Videoinstallazione “Paesaggi di ultrasuoni”: dedicata all’ecografia, l’installazione riproduce dei paesaggi visivi a partire dagli ultrasuoni creando una suggestione che rappresenta il corpo come paesaggio vivente.

Videoinstallazione “le immagini del corpo”: le immagini del corpo cambiano a seconda del metodo diagnostico con cui sono visualizzate ma anche dell’epoca in cui le contestualizziamo. In questa installazione le mani del visitatore cambiano a seconda del contesto selezionato, mostrandosi come medievali, a raggi x o persino robotiche.

Quarta tappa – LUCE E PARTICELLE PER LA VITA I grandi acceleratori di particelle possono aiutarci a combattere i tumori, bombardandoli con fasci di particelle ultra precisi e super potenti. I laser sono utilizzati come bisturi di luce o per concentrare l’energia in aree ben definite. Questa tappa ci porta al cuore della terapia con particelle e raggi X. Modellini di acceleratori per raggi X e per particelle forniranno al visitatore la possibilità di capire meglio le tecnologie fisiche e ingegneristiche che hanno portato queste tecniche a operare con successo in campo medico. Una grande proiezione 3D ci condurrà in una visita virtuale dentro un importante centro di adroterapia per svelarne il funzionamento e la complessità tecnologica. Un touchscreen dedicato al laser consentirà di sperimentare virtualmente questa tecnologia su materiali diversi manipolando potenza, durata e frequenza.

q5Quinta Tappa – CAPIRE IL CERVELLO La quinta tappa è dedicata all’organo più misterioso e affascinante dell’uomo: il cervello il cui studio è uno tra i più importanti e promettenti campi di ricerca del XXI secolo. Grazie a tecniche di imaging sempre più avanzate, come le risonanze magnetiche di nuova generazione e sofisticate tecniche ottiche, riusciamo oggi a studiarne la morfologia e il funzionamento aprendo la strada alla comprensione della mente. Dalle tecnologie si passa ai temi caldi della ricerca di base sul cervello con un focus sul funzionamento dei neuroni. Due sono le videoinstallazioni dedicate al cervello: l’installazione “Scopri come è fatto il cervello” invita a confrontarsi con un cervello olografico che il visitatore può manipolare attivando aree cerebrali diverse. L’istallazione è realizzata in collaborazione con il DreamsLab della Scuola Normale di Pisa; “la foresta dei neuroni” è una grande installazione immersiva che invita il visitatore a entrare dentro a un cervello olografico ricostruito in un allestimento multimediale che riproduce una foresta di neuroni e sinapsi che si attivano al proprio passaggio.

q3Sesta tappa – DIVENTARE BIONICI La sesta tappa è dedicata a un ambito fortemente interdisciplinare in cui si incontrano fisica, ingegneria e informatica: la bionica. Vengono presentate tre protesi bio-robotiche che funzionano come organi artificiali: la mano bionica, che sostituisce la capacità tattile, la retina artificiale, che sostituisce la capacità visiva, e la coclea artificiale che sostituisce la capacità uditiva. Una grande infografica a parete illustrerà il funzionamento fisico di una retina e di una coclea artificiale, mentre il visitatore potrà provare le stesse sensazioni di vedere con una retina artificiale, indossando visori 3D e muovere la mano bionica interagendo con un touchscreen.

Settima Tappa – DALLE CELLULE ALLE PERSONE L’ultima tappa è dedicata al futuro dove si giocherà la sfida più importante della ricerca medica contemporanea: la medicina personalizzata. Le analisi cliniche fatte su milioni di persone hanno prodotto negli ultimi anni una gigantesca banca di immagini e dati di ogni individuo che possono essere cruciali per lo sviluppo di piani terapeutici e farmaci più efficaci perché “personalizzati”. Per passare dalla cellule alle persone sono necessarie però avanzatissime tecnologie e grandi risorse di memoria e di calcolo come quelle sviluppate per la raccolta e l’analisi dati del gigantesco acceleratore di particelle LHC. Al computing associato alla diagnostica per immagini è dedicato l’exhibit interattivo “Indovina l’immagine” che propone un gioco di riconoscimento visuale touchscreen con immagini reali.

 

 

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INFORMAZIONI

MOSTRA E PERCORSI DIDATTICI BLU | Palazzo d'arte e cultura
Tel. 050 220 46 50 Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

La Nuova Limonaia Associazione per la diffusione della cultura scientifica 
Tel. 050 2214 861 Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

INFORMAZIONI PROGETTO SCIENTIFICO INFN 
Istituto Nazionale di Fisica Nucleare Ufficio Comunicazione dell'INFN 
piazza dei Caprettari, 70 - 00186 Roma
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 
Tel. 06 68 68 162

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