IL BOSONE DI HIGGS, NUOVE CONFERME. IL 14 MARZO A ROMA I PROTAGONISTI

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bosone atlas1Nuove conferme arrivano dal seminario dei fisici a La Thuile, in Val d'Aosta: il bosone di Higgs scoperto al CERN assomiglia sempre di più, sulla base dei nuovi dati preentati, alla particella tanto cercata. Proseguono le ricerche per la sua ulteriore definizione. Il 14 marzo a Roma, all'Auditorium, i protagonisti della scoperta (Fabiola Gianotti, Guido Tonelli e l'ex direttore del CERN e ex presidente INFN Luciano Maiani) ne discuteranno con Marco Cattaneo. Sarà il primo evento aperto al grande pubblico dopo il seminario di La Thuile. Per prenotarsi: http://www.auditorium.com/eventi/5537330  

Il vicepresidente dell'INFN, Antonio Masiero, ha commentato così i dati provenienti dal seminario di La Thuile: "l'analisi intercorsa dall'estate scorsa ad oggi ha rafforzato gli indizi che la "particella del 4 luglio" fosse proprio il bosone di Higgs del Modello Standard delle particelle e inoltre ha messo in luce qualche ulteriore caratteristica della particella che la rende sempre piu' vicina a ciò che ci aspettiamo per il bosone di Higgs standard. Una di queste caratteristiche che ora emergono e che non erano amcora chiare l'estate scorsa è una proprieta' importante per caratterizzare una particella elementare, propieta' che è chiamata spin della particella". "

"Lo scorso 4 luglio - continua Masiero -  era stato detto che la particella trovata poteva avere spin 0 oppure spin 2; oggi sappiamo che con grande probabilita' tale spin vale zero. Questo e' rilevante non solo perche' conferma che il bosone trovato possiede una caratteristica cruciale del bosone di Higgs del Modello Standard, cioe' che ha spin zero, ma potrebbe essere anche di grande rilevanza per un possibile ruolo giocato dal bosone di Higgs nelle primissime fasi dell'evoluzione dell'universo, cioe' subito dopo il Big Bang iniziale. Abbiamo molte indicazioni che frazioni di miliardesimo di secondo dopo il Big Bang l'Universo ha avuto una fase di espansione fortemente accelerata, quella che e' chiamata la fase di inflazione primordiale. L'inflazione e' l'elemento-chiave per capire l'attuale dimensione spaziale dell'universo e la sua "longevita'", cioe' il fatto che l'Universo abbia quasi 14 miliardi di anni. Ebbene l'inflazione e' stata probabilmente originata dalla dinamica di un bosone a spin zero chiamato "inflatone". Alcune recenti teorie mostrano che il bosone di Higgs del Modello Standard potrebbe aver giocato il ruolo dell'inflatone divenendo quindi il "motore' cruciale nelle prime, decisive fasi di sviluppo del nostro Universo. Il fatto che il bosone trovato a LHC abbia spin zero pone quindi questa particella nel ruolo di particella candidata ad essere stata l'inflatone".

Questa è la traduzione (a cura di Paola Catapano) dell'intervento pubblicato dal sito del CERN: I fisici intervenuti oggi alla Conferenza di Moriond, a La Thuile (Valle d’Aosta), hanno annunciato che la nuova particella scoperta al CERN lo scorso anno assomiglia sempre di più a un bosone di Higgs. Tuttavia, prima di poter fare una dichiarazione definitiva, sono necessarie ulteriori analisi. La chiave per identificare formalmente la particella è, infatti, l’analisi dettagliata delle sue proprietà e del modo in cui interagisce con altre particelle. Dal momento dell’annuncio lo scorso luglio, sono stati analizzati molti più dati, e queste proprietà stanno diventando sempre più chiare. La caratteristica chiave che consentirà di affermare se la particella è effettivamente un bosone di Higgs si chiama “spin”. Se lo spin della nuova particella ha valore zero, potremo affermare che è una particella di Higgs. Se il valore non è zero, allora si tratta di una particella diversa, probabilmente legata al modo in cui funziona la forza di gravità. Tutte le analisi condotte finora  concordano nell’indicare uno spin di valore zero, ma non si è ancora in grado di escludere definitivamente la possibilità che lo spin sia di valore due. "Finché lo spin della particella non sarà determinato con certezza," dice Sergio Bertolucci, direttore per la ricerca al CERN" dovremo continuare a parlare di particella “simile” al bosone di Higgs. Potremo chiamarla “di Higgs”, solo quando sapremo con certezza che il suo spin è zero". Ma anche quando questo sarà chiarito in modo definitivo, il lavoro da fare sarà lungi dall’essere terminato per i fisici. Se la nuova particella è un Higgs, potrebbe essere la particella di Higgs così com’è stata prevista negli anni sessanta, completando così il Modello Standard Model della fisica delle particelle, o potrebbe essere una particella più esotica, che ci porterà a superare il Modello Standard. La posta in gioco è alta. Il Modello Standard spiega tutta la materia visibile nell’Universo, tutto quello di cui noi stessi siamo fatti, ma non spiega il 96% dell’Universo che ci è invisibile, l’universo “oscuro”. Per determinare di che tipo di particella di Higgs si tratti (una volta chiarito il valore dello spin), sarà necessario analizzare minuziosamente le interazioni di questa nuova particella con altre particelle, un compito che potrebbe richiedere molti anni di lavoro prima di raggiungere una soluzione definitiva.  (e.c.)